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Progetti ed eventi a.s.2017-2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sabato, 09 giugno 2018, presso Villa Pajno di Palermo, si è tenuto un interessante dibattito dal titolo “La libertà della donna tra diritti e tradizioni”, organizzato nell’ambito del progetto promosso dalla Prefettura di Palermo relativo alla costituzione dell’Osservatorio provinciale per la tutela del diritto allo studio e all’eguaglianza delle opportunità educative.

Alla Manifestazione hanno partecipato diverse scuole tra cui anche la nostra: una delegazione, formata dai  ragazzi del laboratorio Musicale del Don Colletto, accompagnati dai proff.  Cardella Domenico e  Mangano Cristina, che, insieme ai ragazzi della Scuola Media G. Vasi di Corleone hanno cantato “Malarazza”

Tra gli interventi, quello della scrittrice Dacia Maraini  che ha parlato di diritti delle donne, di libertà e di “razzismo strisciante che nasce dalla paura del diverso” e i racconti di due mediatrici culturali Bijoux Nzirirane, originaria del Congo e Akhtar Sumi Dalia, del Bangladesh, che hanno sottolineato l’importanza della scuola per la formazione e la crescita umana.

Il prefetto, dott.ssa Antonella De Miro, ha ribadito che  “Una vera integrazione passa dalla giusta considerazione e valorizzazione della donna, che ha un ruolo importante nello sviluppo e nell’evoluzione delle collettività a cui appartiene e questo ruolo deve essere conosciuto e massimamente riconosciuto; e così la libertà delle donne va tutelata non già in relazione ai centimetri di pelle che possono più o meno essere scoperti, quanto piuttosto con riferimento alla giusta possibilità di valorizzare il loro mondo interiore”.

Con l’esecuzione del brano musicale “Malarazza” e la lettura di alcuni ritratti di bambini, simbolo dell’infanzia vittima della vile crudeltà mafiosa, i ragazzi del liceo “Don Giovanni Colletto” hanno preso parte alla Manifestazione, promossa dalla Commissione Straordinaria di Corleone, per fare memoria  del piccolo Giuseppe Letizia, ucciso dalla Mafia a Corleone nel 1948 per essere stato testimone involontario dell’assassinio del sindacalista Placido Rizzotto.

Madrina dell’evento Margherita Asta,  sorella  dei gemellini Asta che, insieme alla loro giovane mamma, Barbara,  furono uccisi dalla criminalità mafiosa nell’attentato di Pizzolungo del 2 aprile 1985. A Giuseppe e Salvatore Asta è stato intitolato un campetto di calcio.

Nel corso della  Manifestazione, alla presenza delle autorità civili e religiose,   si sono cimentati, in un quadrangolare di calcio, una  rappresentanza di magistrati e  giornalisti e Forze di Polizia. Subito dopo si è tenuto un  torneo di calcio a sei tra squadre di piccoli atleti appartenenti ad associazioni sportive del capoluogo e della provincia.

Alla Manifestazione hanno preso parte gli alunni e gli studenti di tutte le scuole di Corleone che, con il loro gioioso contributo  di sport, musica e canto, hanno, ancora una volta, voluto  esprimere la bellezza della legalità, della giustizia e dei valori democratici come antidoto alla sopraffazione e alla violenza mafiosa.

Intervento della Dirigente Scolastica, prof.ssa Natalia Scalisi.

“Quasi alla conclusione del percorso formativo all’esercizio di una cittadinanza responsabile, attiva e consapevole, accogliamo, oggi, nell’auditorium dell’I.I.S.S. don Colletto, un testimone di legalità, Paolo Borrometi, là dove “testimone” significa coerenza con i principi e i valori di cittadinanza attiva, in cui si crede e ai quali, nonostante le gravi minacce e i continui pericoli, si rimane fedeli.

Giornalista impegnato in inchieste “scomode”, che hanno fortemente minato il tessuto dell’illegalità e della malavita organizzata, in particolare quella ragusana e siracusana, Paolo Borrometi è l’espressione vivente di un ruolo al quale l’informazione non può abdicare: scavare ogni giorno nel sistema di potere criminale, nei suoi intrecci con quello politico ed economico, per poi raccontarne le conseguenze sulla vita dei cittadini, sull’ambiente, sul tessuto sociale e istituzionale del Paese. Quella contro le mafie è una battaglia di libertà e per questa battaglia Paolo Borrometi è stato oggetto di ripetute minacce di morte, tanto gravi che oggi vive sotto scorta.

Ex multis, con le sue inchieste ha contribuito allo scioglimento del Comune di Scicli per infiltrazioni mafiose, al commissariamento per mafia di Italgas, la prima azienda quotata in borsa ad essere oggetto di questo provvedimento da parte del tribunale di Palermo, del Mercato ortofrutticolo di Vittoria, il più grande del sud Italia… e potrei continuare.

L’articolo 21 della nostra Costituzione sancisce che tutti hanno “il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Inoltre attesta che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Pertanto, la libertà d’espressione e il diritto all’informazione rappresentano una pietra angolare dell’ordine democratico, contribuendo in modo determinante alla pari dignità di tutti i cittadini.

La consapevolezza di questi diritti sarà tanto più diffusa quanto maggiori saranno le occasioni di dibattito e di confronto non solo tra i giuristi, i rappresentanti delle istituzioni e i giornalisti, ma anche tra gli utenti dell’informazione; tra questi, specialmente i giovani che dei media interattivi sono i principali fruitori.

Ma occorre saper scegliere nel flusso costante dell’informazione globalizzata le testate, gli opinion leader più credibili e seri, per evitare di incorrere in pregiudizi, falsità e sottovalutazioni. Tanto più se si ha a che fare con le mafie. Per tal motivo è stata sentita la necessità di “Costituire un osservatorio nazionale permanente sull’informazione in tema di mafie, tutelare il diritto di cronaca, ridimensionare il segreto di Stato, favorire realmente l’erogazione di fondi pubblici ad iniziative editoriali indipendenti”.

Come ha affermato Roberto Morrione, presidente di “Libera informazione”, “Nell’era della comunicazione globale e dell’adorazione del totem televisivo, la mancanza di conoscenza favorisce il perpetuare di paura, omertà, indifferenza, consenso attorno ai poteri criminali.” Ma ci sono giornalisti, scrittori e inviati di televisioni, radio e giornali, come Paolo Borrometi  i quali, rischiando in prima persona, tengono viva la voce della legalità denunciando piccoli e grandi abusi, corruzione, connivenze politiche, imprenditoriali e di sub-cultura di massa, pubbliche e private.

 

 

 

In occasione del 120° anniversario dell’assassinio di Bernardino Verro, leader dei Fasci Siciliani e primo sindaco socialista di Corleone, ucciso dalla mafia il 3 novembre 1915, le classi quinte dei Licei hanno partecipato alla Manifestazione organizzata dalla Camera del lavoro “P. Rizzotto” di Corleone.

Dopo aver ricordato la figura del sindacalista, attraverso le letture dei ragazzi e l’intervento del dott. Dino Paternostro,  gli Studenti sono stati sollecitati a  riflettere sul  tema “Vecchie e nuove forme di sfruttamento”.
Ha coordinato i lavori Cosimo Lo Sciuto, segretario della locale Camera del lavoro.

Nelle giornate del 21 -22 ottobre 2017, anche gli studenti del  “Don Colletto”, alcuni dei quali seguono il percorso di Alternanza Scuola-lavoro,  hanno preso parte alla manifestazione “Puliamo il Mondo” che Legambiente da 25 anni organizza in Italia.

A Corleone l’iniziativa è stata promossa e realizzata grazie al Circolo locale “Le Due Rocche” che ha coinvolto cittadini e studenti a pulire dai rifiuti il Parco Fluviale delle Due Rocche,  il Giardino di Largo San Rocco dove sono state piantate delle nuove piante, il Parco della Rimembranza nella Villa Comunale e l’ansa del fiume San Leonardo.

“E’ una manifestazione molto importante – dice il presidente del circolo, Giuseppe Alfieri – perché educa al rispetto dell’ambiente e rende protagonisti tanti cittadini, giovani e no, nella battaglia contro il degrado e per la bellezza”.