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Piantiamo un ricordo

Gli studenti dell’I.C. di Bastia Umbra (Pg) donano degli alberelli
per un giardino antimafia al liceo di Corleone


Un ricordo fissato come un albero: 23 ulivi, simboli di Pace, e un arancio – legato al profumo e alla bellezza della Sicilia – piantati in un piccolo corridoio di terreno dell’istituto di istruzione secondaria superiore “Don Giovanni Colletto” di Corleone (Pa). Il 22 aprile 2017, per commemorare ventiquattro caduti per mano mafiosa, le classi II e III B del Liceo scientifico di Corleone, insieme ad un nutrito gruppo di alunni della scuola secondaria di I grado  dell’Istituto comprensivo  “Bastia 1” di Bastia Umbra (Perugia), hanno creato il piccolo giardino tematico “Gli alberi del Ricordo”. È stato piantumato un alberello per ognuna delle vittime della mafia a cui è stato dedicato il volume Mafia e Antimafia: dai personaggi alle persone” di Giuseppe Di Vita e al quale i ragazzi della II B liceale hanno dato un contributo grafico. Infatti hanno realizzato altrettanti “calligrammi” – disegni le cui parole, in versi o frasi, formano delle figure, in particolare i volti delle vittime stesse. Il libro era stato presentato a Palazzo delle Aquile a Palermo il giorno prima, alla presenza del Sindaco del capoluogo, Leoluca Orlando, di molti familiari delle vittime, della Dirigente, degli alunni accompagnati da alcuni docenti dell’istituto umbro e di una delegazione del “Don Colletto”, formata dai professori Antonella Comparetto e Basilio Bacile e di due studenti, Angelica Graffato e Alessandro Lucia, della II B liceale.

In questa occasione, nella splendida Sala della Giunta del Comune di Palermo, ad ogni familiare delle vittime è stata donata, a cura del docente che ha seguito gli studenti corleonesi, una stampa ad alta qualità del rispettivo calligramma, con un ramoscello simbolico di ulivo della zona di Corleone, un nastro tricolore e il seguente estratto dal Somnium Scipionis del grande scrittore latino Cicerone: “Per tutti coloro che abbiano conservato la Patria, abbiano dato il proprio contributo per essa e l’abbiano fatta crescere, è assicurato in cielo un luogo ben definito, dove, da beati, fruiscono di una vita eterna. Infatti, niente di ciò che accade su questa terra è più caro delle società umane, aggregate sulla base del diritto, chiamate “città”, a quel sommo dio che sostiene tutto l’universo, i reggitori e conservatori delle quali partono da questo luogo e poi vi ritornano […]. Coltiva la Giustizia e il Rispetto, valori che, se sono già magnifici se nutriti verso i genitori e i parenti, giungono al massimo quando riguardano la Patria”. (Marco Tullio Cicerone, De re publica, liber VI, 54 a.C.)

Alla sobria cerimonia di inaugurazione del giardino, all’istituto di Corleone, erano presenti: la Dirigente scolastica dello stesso, Natalia Scalisi; la sua omologa umbra, professoressa Stefania Finauro, con le docenti della sua scuola Claudia Tortoioli, Cristina Viola, Annarita Contini e Michela Ridolfi; l’autore del libro; Antonio Castelbuono, figlio di Salvatore Castelbuono, vigile urbano di Bolognetta ucciso a Villafrati dalla mafia nel 1978 nello svolgimento del proprio dovere; infine, il docente che ha seguito i ragazzi e le ragazze a Corleone, Basilio Bacile.

Dopo un breve saluto ufficiale, gli studenti della terra di San Francesco, insieme a quelli della patria di San Bernardo da Corleone, si sono recati nel terreno adiacente la scuola, dove erano stati predisposti i 24 alberelli donati dalle ragazze e dai ragazzi della scuola di Bastia Umbra. Dopo due brevi discorsi delle due Dirigenti, uno studente bastiolo e uno corleonese hanno piantato, insieme, un arancio fiorito e profumato, proprio quello dedicato all’unica donna fra le 24 vittime i cui familiari erano stati intervistati nel libro: Francesca Morvillo, magistrato, uccisa dalla mafia, il 23 maggio 1992, insieme al marito e giudice Giovanni Falcone e a tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Quindi, Giuseppe Di Vita, Antonio Castelbuono e alcuni studenti e poi anche insegnanti hanno gettato simbolicamente un pugno di terra a coprire le radici dell’arancio che apriva il filare di ulivi. Per rendere più solenne e intenso il momento, i due ragazzi della II B Alessandro Lucia e Giuseppe Di Chiara hanno intonato con la tromba le commoventi note de “Il Silenzio”.

Le vittime a cui sono stati dedicati gli ulivi (con l’indicazione degli anni in cui sono stati uccisi) sono:
Nicolò Azoti (sindacalista, 1946), Placido Rizzotto (sindacalista, 1948), Pasquale Nuccio (artificiere, 1963), Mauro De Mauro (giornalista, 1970), Pietro Scaglione (magistrato, 1971), Peppino Impastato (giornalista, 1978), Salvatore Castelbuono (vigile urbano, 1978), Mario Francese (giornalista, 1979), Boris Giuliano (dirigente di Polizia, 1979), Lenin Mancuso (sottufficiale di polizia, 1979), Pier Santi Mattarella (politico, 1980), Gaetano Costa (magistrato, 1980), Vito Ievolella (sottufficiale dei Carabinieri, 1981), Pio La Torre (politico, 1982), Rocco Chinnici (magistrato, 1983), Giuseppe Fava (giornalista, 1984), Antonino (Ninni) Cassarà (dirigente di Polizia, 1985), Antonino Saetta (magistrato, 1988), Antonio Agostino (sottufficiale di Polizia, 1989), Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino (magistrati, 1992), Beppe Alfano (giornalista, 1993), Pino Puglisi (sacerdote, 1993).

 Spostatisi in auditorium, gli intervenuti hanno vissuto un momento di condivisione di valori e di scambio culturale, presenti anche dei rappresentanti del Corpo dei Vigili Urbani di Corleone, della Polizia di Stato, che ha vigilato sulla manifestazione al giardino, dei Carabinieri e del Corpo Forestale di Corleone. Per l’occasione, Carlotta Di Vita, studentessa della III B, ha letto un lungo brano del “Somnium Scipionis” di Cicerone, nella traduzione dal latino, che ricorda il valore esemplare degli uomini che si sono sacrificati per lo Stato e che restano, come le stelle della Via Lattea citate nel brano, a monito e modello per tutti i cittadini.

L’evento ha rappresentato la conclusione di un percorso didattico e culturale, con tempi, attività e modalità certamente diverse negli istituti di Bastia e di Corleone, ma con l’obiettivo comune di rafforzare, soprattutto nei giovani il Ricordo dei Caduti vittime della mafia, il senso dello Stato, del Dovere e della Legalità.

Hanno collaborato: Claudia Cutrone, Floriana D’Aiuto, Giorgia Graffato, Jessica Ribaudo, Alice Schirò, Sabrina Virgadamo.